For My Sake
- Quando la propria salvaguardia diventa primaria -
Ci sono momenti nella vita in cui si devono per forza tirare le somme. Anche una come me, che vive in un costante flusso di emozioni e vita, in cui il passato confluisce nel presente, che sfocia naturalmente nel futuro. Un po' un modo elegante per dire che vivo la vita un attimo alla volta, praticamente, senza fare tanti progetti e senza farmi troppo il sangue amaro per il passato.
Ogni esperienza è servita a creare la persona che sono ora e questa persona non ha ancora finito di imparare e di crescere.
Recentemente, ho imparato una nuova lezione. Difficile da apprendere, a essere sinceri. Come ho detto tante volte, una volta che si entra nella mia vita è difficile che si esca dal mio cuore. Anche se con tantissime persone ho tagliato completamente i ponti, tanto da sembrare che non abbiano lasciato alcun segno nella mia vita, ognuna di esse mi ha donato un qualcosa di se'. Fosse anche la stronzaggine.
Questo mi permette di mantenere un atteggiamento di sereno distacco, ricordando, magari, i fatti spiacevoli, ma più che altro conservando le emozioni positive di quei rapporti.
Ecco, recentemente ho fatto una scoperta interessante. C'è chi, purtroppo, va letteralmente cancellato dalla propria vita, per quanto possibile. Voi penserete "Eh, hai scoperto l'acqua calda!". Ebbene sì. Ho sempre pensato che ognuno meritasse sempre almeno una seconda opportunità. Una terza. Una quarta. Mi sono dovuta arrendere al concetto che ci sono persone che non cambieranno mai atteggiamento.
Potrebbero continuare a farci male fino alla fine dei nostri giorni, se solo continuassimo a dare loro mezza occasione per farlo. Credo che molti non lo facciano neppure consapevolmente ma lo fanno, perché incapaci di avere rapporti onesti con chiunque, anche con se stesse. Non fanno altro che spargere veleno, col loro tocco possono fare avvizzire qualsiasi cuore. Tipo me con le piante grasse, praticamente.
Gente il cui unico scopo nella vita è ego. Che per ottenere i propri scopi farebbe qualsiasi cosa: mentire, rubare, ingannare, non è importante. Probabilmente sguazza nel marcio da talmente tanto tempo da non rendersene neppure più conto.
Ci sono tante persone a me vicine che stanno subendo una situazione del genere. Ne porterò ad esempio una a cui voglio molto, molto bene. Una persona meravigliosa, che però si è trovata coinvolta in un rapporto con una controparte impegnata. Il che è umano e può accadere. Se non fosse che la persona in questione ha l'abitudine di avere relazioni extraconiugali. Anche lì, niente di male se la cosa è concordata con il coniuge ma temo che, nello specifico, non sia affatto così. Temo anche che la persona in questione non abbia la benché minima intenzione di compiere una scelta.
La scelta. Chissà perché, gira e rigira, si torna sempre a quello. L'incrollabile ostinazione dell'essere umano a commettere sempre gli stessi errori. La testardaggine del ripetere le azioni in maniera seriale, volta, dopo volta, dopo volta. Non c'è bisogno neppure di avere un disturbo di personalità, il più delle volte, per mantenere certi schemi: sono il nostro rifugio sicuro, anche se sappiamo che manderemo tutto a puttane per l'ennesima volta.
Ci sono stati giorni, anni, in cui ho cercato di comprendere. Sempre. Ho sempre permesso a chi mi faceva del male di cavarsela con poco, perché l'importante era rimanere viva e in piedi. Questo vale ancora, è sempre il mio scopo primario. Ma se mi fai del male, te ne devi assumere la responsabilità. Se mi ferisci non mi vendicherò mai, perché non è nella mia natura, ma non sono più una vittima silenziosa. Non importa se le mie parole cadono nel vuoto (e c'è una persona in particolare con cui mi sembra di parlare al muro, una che proprio non vuole capire che sta veramente rompendo troppo le palle) io continuerò a ripeterle all'infinito.
Arriva un momento in cui bisogna smettere di immolarsi. Per il proprio bene.
Ci sono tante persone a me vicine che stanno subendo una situazione del genere. Ne porterò ad esempio una a cui voglio molto, molto bene. Una persona meravigliosa, che però si è trovata coinvolta in un rapporto con una controparte impegnata. Il che è umano e può accadere. Se non fosse che la persona in questione ha l'abitudine di avere relazioni extraconiugali. Anche lì, niente di male se la cosa è concordata con il coniuge ma temo che, nello specifico, non sia affatto così. Temo anche che la persona in questione non abbia la benché minima intenzione di compiere una scelta.
La scelta. Chissà perché, gira e rigira, si torna sempre a quello. L'incrollabile ostinazione dell'essere umano a commettere sempre gli stessi errori. La testardaggine del ripetere le azioni in maniera seriale, volta, dopo volta, dopo volta. Non c'è bisogno neppure di avere un disturbo di personalità, il più delle volte, per mantenere certi schemi: sono il nostro rifugio sicuro, anche se sappiamo che manderemo tutto a puttane per l'ennesima volta.Ci sono stati giorni, anni, in cui ho cercato di comprendere. Sempre. Ho sempre permesso a chi mi faceva del male di cavarsela con poco, perché l'importante era rimanere viva e in piedi. Questo vale ancora, è sempre il mio scopo primario. Ma se mi fai del male, te ne devi assumere la responsabilità. Se mi ferisci non mi vendicherò mai, perché non è nella mia natura, ma non sono più una vittima silenziosa. Non importa se le mie parole cadono nel vuoto (e c'è una persona in particolare con cui mi sembra di parlare al muro, una che proprio non vuole capire che sta veramente rompendo troppo le palle) io continuerò a ripeterle all'infinito.
Arriva un momento in cui bisogna smettere di immolarsi. Per il proprio bene.
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