Monsters
- Sono reali... -
Questa mattina è mancata la mia ultima nonna. Aveva 100 anni. No, non lo sto dicendo per sollecitare le vostre condoglianze o le vostre simpatie nei miei confronti. Mio figlio, piccolo uomo, ha detto "Mamma, che cosa triste" e mi ha abbracciata. Ma poi ha aggiunto "Però me lo hai spiegato tu, è il ciclo della vita". Ha nove anni ed è già molto più saggio di me. Questo ragazzino, che a volte sembra mio padre e già dimostra delle doti umane che mi inorgogliscono e mi preoccupano al tempo stesso, perché è come me, ma è molto più di me. Capisce bene cosa voglia dire essere "strani" come me. Soprattutto, capisce i mostri.
I mostri sono reali. Sono nascosti dietro sorrisi di circostanza, dietro apparenze concilianti, dietro scuse banali per giustificare delle menzogne. I mostri sono quelle persone infelici che non solo fagocitano la felicità altrui, ma a cui, sotto sotto, rode proprio che ci siano persone che scelgono la vita, invece che un anfratto oscuro di autocommiserazione e tossicità emotiva.
I mostri ci guardano dallo specchio quando coviamo rancore, invidia, malevolenza, invece che pietà, compassione e assenza di giudizio.
Un mio caro amico, giorni fa, mi ha mandato un'immagine molto significativa. Diceva pressappoco così: "Se si gioca sporco, io poi so fare schifo". Ecco, l'ho trovata molto vera. Anche io so di poter fare schifo, se adeguatamente provocata. Specialmente se, come la manna dal cielo, mi arrivano in mano gli strumenti per poterlo fare. Come se qualcuno mi avesse voluto proteggere, donandomi un'arma di difesa.
Non mi piace il mostro che vedo fare capolino dallo specchio in questi ultimi tempi, benché solo il cielo sa quanto sia stato trascinato fuori quasi per i capelli. Ma non è una giustificazione, in ogni caso.
I miei equilibri sono molto delicati e basta molto poco per sbilanciarmi, in questo periodo; il mio continuo scandagliare me stessa, spesso, mi lascia sconcertata e sconvolta da quello che trovo. Trovo sempre più similitudini tra me e Anima Bella, almeno per quanto riguarda il nascosto. Ma ho trovato anche tanto di bello, che non credevo potesse appartenere a me. Col passare dei giorni, il mio accettare lo schifo sta facendo salire in superficie alcune qualità che sono felice di possedere. Non ultimo, la capacità di scrollarmi dalle spalle la polvere lasciata da certa gente, ma senza sentirmi migliore di loro.
Piuttosto, adesso davvero la pietà inizia ad avere il sopravvento.
Io non mi sento superiore a nessuno, il più delle volte. Se trovo che alcuni esseri umani siano miserabili, non lo faccio con un senso di presunzione nel rapportarmi a loro, piuttosto col dispiacere per il fatto che cerchino continuamente una luce a cui guardare, un qualcuno da imitare nelle parole, nei pensieri, nel modo di vivere, sperando di diventare finalmente qualcosa. Tutti noi cerchiamo qualcuno a cui ispirarci, a questo mondo, ma quando ci si modella attorno a qualcun altro possiamo ancora parlare di ispirazione?
Oppure, piuttosto, si emula qualcuno perché sentiamo che chi c'è dentro non merita di essere neppure preso in considerazione?
A questo punto la domanda sorge spontanea: vale la pena di essere apprezzati, amati, per qualsiasi motivo che non sia essere se stessi?E poi, l'essere disposti a diventare qualsiasi cosa gli altri desiderino, può essere considerato veramente un atto d'amore?
Non è che si tratta semplicemente di accattonaggio?
Io lo so di avere uno strano carattere. Sono umorale, puntigliosa, testarda, tendo ad amare molto le persone anche non stando a contatto con loro. Quando entri nel mio cuore difficilmente ne esci. A volte divento passivo - aggressiva e sono spesso sulla difensiva, perché so che con il mio modo di sentire "tutto" è molto facile ferirmi, anche se non lo do a vedere. Ma vorrei davvero fingere di essere qualcosa di diverso? Vale la pena di recitare un personaggio, pur di non restare sola? Credo di no. Forse il mio cammino mi porta ad essere sempre più solitaria. Va bene anche così. Chi ci sarà, lo farà per amore.
Peace&Miao ☮
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