Can't Find My Way Home

- ... Quando fai dei giri infiniti... -


Avete presente quella sensazione di sapere esattamente dove andare, perché andarci e, soprattutto, quale sia il percorso che dovete fare?
Ecco, io no.

Non sono mai stata tipo da programmi a lunga scadenza, non pianifico, non organizzo quasi mai. Sicuramente la situazione economica e lavorativa non aiuta in questo senso; quando sei un lavoratore stagionale non puoi permetterti il lusso di pianificare un bel niente e ti limiti a far quadrare i conti. Nel frattempo ti guardi intorno e cerchi di capire come puoi fare a cambiare la situazione.

Ma, non so perché, ho la netta sensazione che, se anche avessi un lavoro "fisso" e uno stipendio regolare, le cose non sarebbero poi così diverse. Si vede che c'è proprio qualcosa, dentro il mio caotico cervellino, che non mi permette di guardare troppo in là.
Quando ero giovane (oramai lo posso pure dire, via) spesso ho pensato che non sarei arrivata nemmeno a 40 anni. Invece ci sono arrivata (e neanche malaccio, ammettiamolo 😁) e li ho pure oltrepassati. Inizio a vedere la possibilità di arrivare a 50, magari pure 60 e oltre. In poche parole, inizio a vedere la possibilità di invecchiare. Non sarà che è proprio questo a spaventarmi?
Non l'età che avanza, le rughe, gli inevitabili acciacchi, né la prospettiva della morte, quanto la paura di svegliarmi un giorno, ormai vecchia, e pensare di aver sprecato la mia vita in cazzate.

Paura di non aver fatto cose che avrei potuto fare, detto cose che avrei dovuto dire, preso decisioni che avrei dovuto prendere. Sono fermamente convinta che la nostra vita sia un lungo (o breve, a seconda della prospettiva e, purtroppo, dei casi) percorso che ha come scopo quello di imparare ad amarci e amare quello che ci circonda, in tutta la sua perfetta imperfezione. Ci sono giorni in cui mi è estremamente facile, giorni in cui mi guardo attorno e riesco quasi a vedere il sottile filo di luce che lega ogni essere vivente di questo meraviglioso, vasto Universo, e sentirmi tutt'uno con tutto. In quei giorni le emozioni che mi attraversano sono talmente tante e grandi e forti, che vorrei che ognuno potesse sentirsi come me. 

E poi ci sono gli "oggi". Oggi è uno di quei giorni, invece, in cui il mio unico desiderio sarebbe passare la giornata a dormire, con la porta chiusa e le serrande abbassate, per tenere il mondo il più possibile lontano da me.
Solo per spegnere la mente e lasciar vagare l'anima, permettendole di tornare a momenti in cui sentire era tutto quello che contava. I giorni in cui la mia lupacchiotta correva con la luna, selvaggia, vorace di vita. Ma la lupacchiotta, il porcellino, perfino la Fenice, sono tutti sperduti nel labirinto di questa malinconia profonda, pesante, che mi si è attaccata addosso. 

Ecco, la vostra micia, oggi, avrebbe voglia di ritrovare un po' di leggerezza, un po' di allegria. Voglia di risate sceme all'una del mattino causate da battute sceme su Trapani e trapani. Voglia di affondare i denti in una pesca matura, di organizzare un picnic scomodo e romanticissimo in pineta e riportarmi a casa pure le formiche, di cantare, con le amiche più stonate che esistano, canzoni che non ricordi nemmeno di saper suonare, eppure escono fuori da sole.
Di mani che giocano coi miei capelli, di notti a parlare di tutto e niente, di sole sulla pelle e vento che ti spettina, di un bignè di San Giuseppe mangiato a letto dopo aver fatto l'amore fino a sfinirsi. Voglia di stringere tra le braccia tutta la vita che c'è.

Invece, oggi giro a vuoto. E non trovo la strada di casa. 




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