Pride
- La dignità -
Ho sempre pensato che nella vita ci debbano essere dei limiti che non vanno superati, situazioni che non possono essere accettate e, soprattutto, che sia un abominio calpestare se stessi e gli altri per ottenere qualcosa. Arrivare a tanto non vuol dire guadagnarsi quello che si sta cercando, vuol dire prostituirsi per averlo. Proprio da poco ho conosciuto una persona di questo genere.
Mi sono imbattuta in una forma di vita assai comune, me ne rendo conto, ma non avevo mai, mai, in vita mia, assistito a una tale degradazione di se stessi.
La vostra Gatta, lo sapete, ha avuto i suoi momenti "no" e sono stati parecchio brutti e parecchio seri. Ma non sono mai scesa a certi livelli, non sono mai caduta tanto in basso per niente e per nessuno. Neanche per "lui". Non lo farei nemmeno per mio figlio.
Mi chiedo cosa possa trasformare un essere umano in una larva di tale entità.
Quando, pur di ottenere l'attenzione di qualcuno, una persona si accontenta di leccare le briciole che vengono fatte distrattamente cadere a terra (oppure altro che preferisco non menzionare), prendendosi come sovrapprezzo insulti e malignità, cosa si dovrebbe pensarne? Qualcuno che si riduce a molestare chiunque giri intorno al suo oggetto del desiderio, qualcuno che pur di avere attenzione scoperebbe con chiunque per fargliene arrivare notizia (e continuare, comunque, a essere oggetto di indifferenza, se non di scherno) come ci dovrebbe far sentire nei suoi confronti?
Beh, la Ragazza Empatica ha avuto reazioni diverse, davanti a questa persona. La prima, ovvia, quasi scontata direi, è stata di compassione. Non dimentichiamo che sono il tipo di donna che raccatta randagi per strada; che ha pianto in pronto soccorso mentre a suo figlio ricucivano un orecchio e lui strillava per la paura; che quando uno dei cani di casa stava morendo, gli stava vicino facendogli carezze e dicendogli che era tutto a posto, era un bravo cane e poteva andare.
Quindi sì, la mia prima reazione è stata di estrema compassione nei suoi confronti. E di rabbia nei confronti della persona che le stava riservando tale trattamento. Tanto da spingermi ad avere una reazione profondamente indignata e scatenare un pandemonio, perché ritenevo che l'ingiustizia subita da questa persona fosse enorme. Ma poi.
Ah, poi è uscita fuori la parte di me di cui parlavo qui: quella che sa essere cinica, manipolatrice e sadica. E forse, anche distaccata. E questa personalità ha formulato un pensiero che forse potrà essere giudicato maligno e menefreghista, ben lontano da quello che solitamente trapela di me. Ha pensato che, tutto sommato, quello che sta capitando a questa miserabile, patetica creatura sia esattamente quello che vuole. Perché quando si ha l'occasione di scappare da chi ci maltratta, qualsiasi siano le sue ragioni, si deve cogliere al volo.
Purtroppo, la maggior parte delle vittime di maltrattamenti, deve subirli perché non ha opportune vie di fuga. Che pensare, quindi, di una persona a cui viene servita l'opportunità di scappare e non la coglie?
Dopo aver rimuginato un po', sono arrivata a queste conclusioni: forse, questo personaggio non è poi così vittima come vuol far credere a chiunque abbia voglia e tempo di ascoltare le sue interminabili lagne. Vi sembro stronza? Sì, forse un po', lo ammetto. Ma questo, ahimè, è l'altro lato dell'empatia. Quello che, una volta documentati tutti i fatti con occhio pragmatico e distaccato, si trasforma nello stesso disprezzo provato dal carnefice. Quando si tenta di manipolare una persona come me pur di ottenere i propri scopi, di solito la mia reazione è di manipolare, a mia volta, la persona che ho di fronte per farle fare quello che voglio. E naturalmente, anche stavolta è andata esattamente così.
C'è da dire che, in questo genere di circostanze, la Gatta che tutti voi avete imparato a conoscere nelle sue parole vorrebbe scomparire. Diventare un mostro, diventare il tipo di persona che, se vedesse l'oggetto del suo disprezzo agonizzante in mezzo alla strada, si girerebbe dall'altra parte e se ne andrebbe, lasciando il cadavere in pasto ai corvi. Grazie al cielo, la mia luce, il mio sentiero, mi tengono lontana da bassezze di questo genere.
E no, non me ne prendo assolutamente il merito, credo sia solo fortuna. Di chi mi provoca questo genere di sentimenti, ma soprattutto mia.
Per i primi, perché quando arrivo a un tale livello di spregio di solito ho le carte in mano per distruggere la loro vita.
Per me, perché il disgusto per me stessa sarebbe insopportabile. Per fortuna, nessuno mi ha mai ancora portata a questo livello. Per adesso.
Per fortuna, io la mia dignità ce l'ho ancora.
Miao.