Lost In A Heartbeat
- ... Somewhere, maybe... -
C'è il sole, oggi. Una giornata bellissima, sembra quasi primavera. Quasi, perché spira un vento freddo, forte, quello che trova sempre uno spiraglio in cui infilarsi ed entrarti nei vestiti, per congelarti. Ma questo vento con me ha vita dura, se quello è il suo scopo. Sono già congelata, fissa in un momento fuori dal tempo e dallo spazio.
Non è il solito dannato black hole che mi tormenta, oggi, e non sono le emozioni di qualcun altro quelle che provo. Sono le mie. Una costante, continua, sensazione di estraneità. Passano i giorni, le settimane, i mesi, e io mi sento sempre più "fuori" da tutto, sempre più distante da quello che vedo intorno a me. Distante dalle finzioni, dalle bugie, dall'avidità, dalla necessità di possedere. La verità è che sono una donna adulta, col cuore di una bambina e l'anima di una centenaria ed è difficile mettere d'accordo tutti questi lati di me. Il cuore della bambina fatica ad accettare le scelte fatte negli ultimi giorni, dettate dall'anima centenaria e dalla donna adulta. La donna le accetta, ma la fanno soffrire. Solo l'anima riesce a scendere a patti con queste scelte, pur consapevole del fatto che le hanno lasciato l'amaro in bocca.
Comprendere di essere parte di un tutto, che è molto più grande di me, non rende più facile prendere certe decisioni. La cosa più difficile è lasciare andare. Perché la bambina - già tradita mille e mille volte - si ribella. La donna - il cui coraggio non si è mai spento - si ribella. Entrambe, in accordo, gridano di aver subito un torto e un'ingiustizia.
Hanno ragione, per certi versi. Niente di quanto accaduto negli ultimi tempi sarebbe dovuto accadere. Ma, ah, il punto è solo uno. Le scelte. La nostra vita è costruita interamente sulle scelte. Nostre, ma non solo nostre. Anche delle persone che ci circondano. C'è chi sceglie di essere se stesso, chi sceglie di recitare un personaggio per tutta la vita. C'è chi scappa da se stesso in eterno e chi, se non altro, prova a vedere cosa ci possa essere lì dentro. A spezzare certi schemi. A rompere certe catene.
C'è chi sceglie la via facile, quella della rimozione, della fuga, del cercare sempre all'esterno le conferme di cui si ha bisogno. C'è chi si regala a chiunque, pur di trovare conferme e mettere a tacere le voci nella propria testa, nascondendosi dietro una non meglio identificata libertà. La libertà di cosa? Di abusare di se stessi? Di abusare degli altri? Di continuare a sentire il vuoto e continuare a cercare di riempirlo con qualsiasi cosa, fuorchè con quello con cui andrebbe riempito? La libertà di continuare ad illudersi di avere il controllo su tutto e tutti?
In questo momento mi sento attorniata dalla più totale vacuità. Di anime, di cuori, di intenti. Dalla più grande superficialità. Dal "Do Ut Des" all'ennesima potenza. Ti mando un messaggio perché voglio uscire con te, esco con te perché voglio scoparti, ti scopo per dimostrare a me stesso/a che posso farlo. Questa necessità continua di toccare corpi, cibi, oggetti, solo per gratificarsi momentaneamente. Poca voglia di andare a toccare le anime delle persone, entrarci in contatto, tentare di comprendere. Anima Bella, una volta, mi scrisse "Voler entrare con umiltà in quella complessità... Non è una questione di bellezza. Ma di attrazione reale, completa... Quella che scruta sempre, soprattutto i dettagli..."
Davvero è così difficile, per le persone, voler entrare delicatamente, con rispetto, con amore nella vita degli altri? C'è davvero bisogno di arrivare come uragani, prendere tutto quello di cui si ha bisogno (o si crede di aver bisogno) senza rimorsi, senza coscienza?
Sempre Anima Bella (e lo è, nonostante quello che pensa di se stesso) mi disse anche che a noi piacciono le cose difficili. In realtà non credo sia così, almeno nel mio caso.
Col passare degli anni, spogliarmi di tante sovrastrutture mi ha portata a cercare di rendere la mia vita il più semplice possibile. Poche regole, ma abbastanza definite, come per i bambini. Non mento, cerco di non fare coscientemente del male alle persone, cerco di trattare gli altri come vorrei essere trattata io. E accolgo tutto quello che la vita mi mette davanti, nel bene e nel male. C'è sempre una lezione da imparare, c'è sempre qualcosa per cui ringraziare. Ecco, stavolta ringrazio per avere finalmente distrutto una parte del Porcellino. Quella che vuole sempre mettere a tacere il mio istinto, il quale, invece, intuisce le verità molto più in fretta. Quindi grazie, per avermi insegnato che le sensazioni che mi vengono da dentro sono molto più affidabili di quanto non credessi.
E grazie, soprattutto, per avermi insegnato che sono capace di amare me stessa molto più di quanto non credessi. Tanto da lasciare andare la cosa che più desideravo al mondo, anche se nel modo più cruento. La lezione da imparare è che quello che desidero di più al mondo non è al di fuori di me, ma dentro. Ed aiutare gli altri a trovare quella stessa cosa dentro se stessi. Questo, però, domani. Oggi sono solo persa. Oggi non appartengo a questo posto.

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