Worthless

Tristezza. Malinconia. Dubbio. Nostalgia. Mancanza.

Tutti gli stati d'animo che passano dentro la vostra Gatta, oggi. La Gatta, oltre che Imperfetta, si sente pure tutta rotta. Ecco, sì, proprio rotta, come se qualcosa dentro si fosse schiantato e stesse lanciando schegge da tutte le parti. Probabilmente è la sua sanità mentale che se ne sta andando un giorno alla volta.
Si sente stanca, la Gatta. Stanca di prendersi sulle spalle le pene degli altri e di aver bisogno di qualcuno che si prenda cura di lei quando non va.
E oggi, proprio non va.

Le mie doti, le mie dannazioni.

Sono una persona benedetta da doni meravigliosi che si trasformano in strumenti di tortura per un cuore piccolo come il mio. Sono doni che non posso restituire. Sono dentro di me e ci rimarranno fino all'ultimo dei miei giorni. Lasciarmi attraversare da così tante emozioni mi sfinisce. Non posso passare tutte le mie giornate a preoccuparmi di quello, ho una vita e ho tante altre cose da fare. Cose quotidiane, che ti tengono coi piedi a terra e ti impegnano la mente. Ah, la mia brillante mente, lei sì che si riesce a gestire con grande tranquillità. Chiede solo di essere tenuta attiva, di essere tenuta impegnata ed io cerco di farlo, altrimenti si vendica. Ma di recente l'ho trascurata, dando tanto, troppo spazio alla mia anima e il Porcellino è tornato alla carica, sussurrandomi cattiverie nell'orecchio. Non sono abbastanza. Non sono mai abbastanza. I'm Worthless.

Non sono abbastanza come madre, come figlia. Non sono abbastanza sul lavoro, non sono abbastanza per l'uomo che amo. Pensieri maligni su come ognuna delle persone che ho intorno vorrebbe che fossi diversa. Mio figlio vorrebbe una madre più tradizionale, mia madre una figlia meno eccentrica. Sul lavoro mi vorrebbero più efficiente, lui... Non lo so, ma la mente dice che anche lui vorrebbe che fossi completamente diversa.
Il pensiero più ricorrente, quello che fa più male è quello di essere sempre un ripiego. 
Se tutti loro avessero di meglio sottomano, mi dice il Porcellino, mi sostituirebbero con una semplicità estrema. Del resto, di madri, di figlie, di lavoratrici, di donne migliori di me ce ne sono in quantità. 

La lotta con la mia mente, con il mio continuo senso di inadeguatezza, a volte diventa insostenibile. Se potessi, scapperei via da questo continuo confronto. Ma non posso, il Porcellino mi segue ad ogni passo. La Lupa è in un angolo in questo momento e la Fenice sta appassendo, morendo di inedia, perché ha bisogno del sostentamento di entrambe le altre due bestie per rimanere in vita.
E lei muore. In questo momento avrebbe disperatamente bisogno di aiuto, di tenerezza, di una mano gentile che sappia rimettere il Porcellino al suo posto e tirare fuori la Lupa dall'angolo in cui si è andata a ficcare, perché io proprio non riesco a farlo.
La verità è che io non so chiedere aiuto. So accettarlo, se mi viene offerto nel modo giusto e dalle persone giuste. Ma non so chiedere. Non sono capace di dire "Ho bisogno di te adesso". Non è neppure colpa di chi ho vicino, sono io che dovrei farmi portavoce delle mie necessità e gli altri non hanno la sfera di cristallo e non possono sempre intuire cosa mi passi per la testa.
E diciamolo, ognuno ha la sua vita, le sue grane, i suoi problemi da risolvere e da gestire ma questo, oggi, non mi fa sentire meno sola. Oh, lo so che probabilmente domani andrà meglio. Più probabilmente il giorno dopo.

Ma adesso come adesso, sento l'ombra del Black Hole molto vicina, riesco quasi a sfiorarla con la punta delle dita e tra poco diventerà l'unica cosa presente. Porta con se' pensieri di fuga, di distacco. Porta con se' la voglia di scomparire, sussurrandomi che la mia assenza non peserebbe a nessuno, perché nessuno è insostituibile, a questo mondo, figurarsi se lo sono io. Porta con se' il dubbio, l'insicurezza, la paura, il falso orgoglio, che non è la fierezza di affrontare gli ostacoli a testa alta, ma l'arroganza di pensare di non aver bisogno di niente e di nessuno. La lotta contro questi mostri, a volte, mi lascia talmente sfinita da farmi venire voglia di sedermi in un angolo buio e lasciare che mi prendano una volta per sempre.
Ma.
Ogni tanto accade che riesca ad averlo, un po' di aiuto.
Non sempre, il più delle volte ne esco da sola, con un considerevole sforzo della mia volontà e della mia anima. Ma succede. Un abbraccio. Una carezza. Una parola detta nel modo giusto. Una scintilla nel buio.

Sì, ho bisogno solo di una scintilla.


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