Time Stood Still

- Quando il tempo scorre in maniera discontinua -

A volte ho il sospetto di avere addosso un qualche congegno strano che distorce lo scorrere del tempo. Altrimenti non mi spiego come mai questo riesca a non trascorrere mai e a volare nel medesimo tempo. Qualcuno potrebbe obiettare che è solo la mia percezione che cambia, ma questo vale per le situazioni che si vivono: si sta bene e il tempo corre, ci si annoia e un minuto sembra eterno.
Invece io mi ritrovo a contemplare il tempo come se lo guardassi da entrambe le estremità di un cannocchiale. Da un lato, un altro anno è passato in un attimo, denso di fatti, di emozioni, di dolori inimmaginabili e gioie tali da far scoppiare il cuore. Dall'altro, gli ultimi mesi sembrano essere anni. I secondi sono diventati minuti, i minuti ore, le ore giorni. Strana cosa il tempo.
Sei ore trascorse nel volgere di un battere di ciglia, sei mesi trascorsi in mille anni.
Oggi, mi sento nel buco nero.
Questa giornata mi sembra eterna, ogni istante mi sembra non finire mai. Siedo qui al computer, l'immancabile gatta adesiva sulle ginocchia della Gatta Imperfetta. Coccole tra gatte, diremmo. Ogni tanto qualche scoppione di Capodanno mi riporta alla realtà, ma sono solo brevi istanti. Oggi sono estranea al mondo. Partecipo alla vita, faccio le mie cose, ma non sono realmente qui.

Non so dove sia la mia mente, non so la mia anima dove stia vagando. Sicuramente non è qui con me in questo momento. Almeno, non quella parte di cui avrei disperatamente bisogno per rimanere vigile e attenta. C'è qualcosa di strano nell'aria. Forse notizie che devono arrivare, forse fatti che devono accadere. Ma ho questa forte sensazione di "imminenza" e sento che dovrei essere preparata. Invece vago. Con la mente. Con il cuore. Come se una parte di me volesse disperatamente disconnettersi da questo corpo rozzo, con tutte le sue imperfezioni, per essere libera di essere solo espressione di se stessa. No, non sto neppure lontanamente pensando al suicidio né che ho voglia di morire.

Amo profondamente la vita, il calore del sole, la pioggia tra i capelli, l'odore del caffè...
E la musica, come potrei non amare la musica che, tra tutte le meraviglie del mondo è quella di cui, maggiormente, è composta ogni mia cellula? Arte che viene dal battito del cuore della terra stessa, capace di influenzare il mio umore. Capace di farmi sorridere, farmi sentire in capo al mondo o precipitarmi in un abisso di disperazione, solo per un cambio da maggiore a minore. Forse ho la Sindrome di Stendhal. Solo che invece di risentire delle arti figurative risento delle risonanze armoniche, che sono la cosa che tocca il mio essere più in profondità e fa uscire fuori la vera me.
Sto pensando, forse, che sarebbe bello se potessi essere... Ah, accidenti, metterlo in parole è più difficile di quanto non sembri. Ecco, se potessi sempre sentirmi musica, allora sarei io, nella mia interezza. Senza il vincolo della mia mente razionale, delle mie necessità fisiche dettate dal corpo. Solo musica.

Forse il tempo ricomincerebbe ad avere un senso. Oppure, finalmente, si fermerebbe in un attimo perfetto e rimarrebbe fisso così, per l'eternità. ... And Time Stood Still.





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