I surrender
- Perché a volte perseverare non ha senso -
Una giornata così di merda non la si vedeva da un bel po'. Influenza (e giornata di lavoro saltato), febbre, mal di gola, inizio di bronchite, ciclo. E naturalmente pioggia presa a rotta di collo, perché il bambino comunque non lo si può lasciare a scuola. Due recensioni ancora da scrivere, una delle quali su un disco talmente orrendo da non riuscire a trovare neppure le parole. Unico desiderio: sparire dalla faccia del pianeta. A tempo indeterminato.
Potrei attribuire lo stato d'animo alla meteoropatia, agli UFO, ai complotti internazionali.
La verità è che mi sono soltanto stancata di tutto e tutti.
Di sbattermi sempre, per trovarmi puntualmente nello stesso punto, in ogni ambito della mia vita. In famiglia, sul lavoro, nella vita privata. Di sentirmi dire quanto io sia speciale, fantastica, meravigliosa, salvo poi essere lasciata a bere o affogare per conto mio.
Di avere intorno persone che sembrano godere nel farmi sentire sempre sbagliata, forse per giustificare le loro scelte e le loro azioni. Mai nessuno che abbia le palle di prendere una posizione. Ecco, questa è la cosa di cui sono maggiormente satura: delle persone che non sono mai dirette, che non si sbilanciano mai, se non le prendi proprio di petto.
Che nervi. Io sono specializzata nelle sfumature, non amo vedere niente in termini di assoluti, ma - cazzo! - c'è gente che fa dell'equilibrismo quasi una professione.
Davvero è così difficile affermare un'idea, un pensiero, una posizione? Richiede davvero così tanta energia?
Qualche esempio, giusto per indirizzarvi:
- Non sei una brava madre perché (esprimere liberamente i motivi);
- Sei una disadattata;
- Non mi va di vederti;
- Mi stai sulle palle;
- Mi sono stancato/a della tua compagnia;
- Sei una stronza;
- Mi sei totalmente indifferente;
- Scopiamo e basta;
- Non scopiamo neppure, che ho in testa la mia ex. O la mia attuale. O la mia prossima;
- Eccetera.
Il tutto senza essere sollecitato dalla sottoscritta.
Ecco, è tanto complicato? Concetti chiari, semplici. Senza nascondersi dietro a scuse, ipocrisie (salvo poi tacciare di ipocrisia gli altri, giusto per non sbagliare) e mezze verità che neppure i bambini delle elementari.
Vi prego, voi che passate di qua a leggere (e non commentate neanche a pagarvi a peso d'oro, grazie tante!) e intrattenete un qualsivoglia tipo di rapporto reale con me: siate diretti. Una verità sgradevole è mille volte meglio di una balla zuccherata.
E spero mi perdonerete se oggi non tocco tematiche profonde, se non parlo dell'anima umana o non metto a nudo le mie più profonde emozioni. Oggi mi rode e metto a nudo soltanto il fatto che certe volte continuare a sbattersi non ha proprio senso.
Come dicevano i Rainbow, io mi arrendo.

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