Fear

- Quando amore e paura si scontrano -

Ci penso spesso, alla paura. Si tratta di un'emozione forte, primordiale, utilissima in molti casi. La paura ci rende attenti ai possibili pericoli che ci circondano, fa in modo che evitiamo di tuffarci di testa in una piscina vuota o di giocare con i coltelli.
Il problema sorge quando ci viene inculcata quella emotiva.
I genitori insegnano a temere la loro disapprovazione, gli insegnanti il loro voto, le persone il loro giudizio. Da inconsapevoli sconsiderati, quando nasciamo, veniamo piano piano catturati nella ragnatela della paura. Il tentativo di renderci accorti genera in noi, alla lunga, una serie di circoli viziosi da cui è difficile uscire. Tra tutte le paure, quella che più accomuna noi bipedi è quella di soffrire. Non tanto fisicamente, quanto affettivamente. La possibilità di aprire i nostri cuori, le nostre anime, al prossimo, genera in noi un terrore che nemmeno Samara che esce da uno schermo televisivo. Questo perchè sappiamo di renderci vulnerabili agli altri, ci rendiamo conto che potrebbero approfittare delle nostre debolezze, delle nostre insicurezze e potrebbero ferirci. Succede di continuo, del resto.

Immagine correlataCosì siamo sempre lì, sulla difensiva, a mettere muri, ad alzare barriere, a mercanteggiare la nostra fiducia e non è che questo renda la nostra vita migliore. Anzi. Spesso accade proprio il contrario. Siamo talmente ossessionati dal metterci al riparo, dal pensare che il prossimo sia sempre lì a cercare di farci male, che viviamo malissimo cose che potrebbero renderci felici.
Avete presente quando, per esempio, incontrate una persona che, nella vita, ha sempre avuto una certa reputazione? Che so, una tipa, per tanti anni, ha fatto la vita da single, senza rendere conto a nessuno e si è riccamente fatta i fatti suoi. La incontrate, lei vi piace. Vi iniziate a frequentare e le cose, tutto sommato, sembrano andare bene. Ecco, lì entra in gioco il meccanismo della paura. Quella vocina maligna, nell'orecchio, che vi sussurra che "una così" sicuramente vi nasconde qualcosa. Sicuramente vi sta mentendo. Sicuramente ha un appuntamento con un altro, quando vi dice che fa tardi al lavoro. Non è la gelosia a parlare, in quel momento, è la paura. Di essere feriti, di essere traditi, di essere respinti. E non si da mai ascolto all'altra vocina, quella che dice che, magari, lei è davvero interessata a voi e che quando vi dice che le mancate non sta mentendo. Oppure all'altra vocina ancora (non so voi, ma io ne ho moltissime che mi girano in testa) che dice che, comunque stiano le cose, voi non avete alcun controllo su di esse. 

Sarebbe bello se non imparassimo così bene ad avere paura, ma purtroppo nessuno di noi ne è immune. Quindi, non restano che due opzioni.
Continuare a vivere nell'ansia, nel timore, nel sospetto e continuare a costruire muri, ben consapevoli, però, che vivremo bene neppure la metà di quanto potremmo.
Oppure, vivere davvero nonostante la paura. Sapere di mettere a rischio il proprio cuore ma buttarsi lo stesso. Con un nuovo amico, un collega, un nuovo amore. Saltare nella piscina, sperando che non sia vuota, ma disposti a rompersi qualche osso, nel caso lo fosse. E c'è la possibilità, nel caso fosse piena, che possa essere una delle nuotate migliori della nostra vita. O perlomeno, magari, potremmo imparare di essere portati per il delfino più che per la rana. Mi sembra una prospettiva molto migliore. Oh, quasi quasi io ci provo.

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